Giuliano Zuccoli:"Nucleare scelta ineludibile"


Per Zuccoli è necessario il rilancio del nucleare

Giuliano Zuccoli, Presidente di Assoelettrica, in un incontro con la stampa in apertura dell’inaugurazione del terzo Festival dell’Energia di Lecce, ha voluto percorrere i principali temi sul tappeto nel settore, sottolineando gli obiettivi che l’associazione delle imprese produttrici di energia si pone per i prossimi anni.

“Il comparto elettrico – ha detto Zuccoli - ha raggiunto in questi ultimi anni notevoli risultati grazie all’imponente mole degli investimenti effettuati nella direzione della totale sostituzione del parco di generazione,con un sensibile incremento della sua efficienza media degli impianti, passata dal 40% di dieci anni fa a più del 50% di oggi: valore, quest’ultimo, tra i più elevati al mondo e che ha consentito un drastico contenimento delle emissioni di anidride carbonica”.

A proposito dello scenario futuro della produzione elettrica italiana, Zuccoli ha rimarcato che “l’intenzione del Governo di procedere raggiungimento nel futuro di un mix equilibrato, costituito in misura pressoché paritetica da carbone, gas, energia nucleare e fonti rinnovabili, ci trova del tutto d’accordo. Gli operatori del settore sono pronti a raccogliere questa sfida ma, come più volte affermato, necessitano di un quadro normativo e regolamentare certo, stabile e coerente, che fornisca le opportune salvaguardie anche rispetto a revisioni delle attuali decisioni che dovessero malauguratamente intervenire in futuro. In ogni caso il nostro auspicio è che le disposizioni contenute nella legge n. 99/2009 trovino rapida attuazione, evitando, quindi, slittamenti delle scadenze previste, e che le medesime disposizioni possano essere prontamente integrate ove se ne dovesse verificare la necessità”.

A proposito del rilancio dell’energia nucleare, il presidente di Assoelettrica afferma che “essa rappresenta una scelta ineludibile ove si voglia concretamente promuovere un contenimento dei costi di generazione e della volatilità dei prezzi del chilowattora, consentendo anche un drastico contenimento delle emissioni di anidride carbonica. Allo stesso tempo la costruzione di nuovi impianti nucleari costituirà una formidabile occasione di crescita e di sviluppo per l’industria e quindi per l’economia del Paese. Un’occasione da non perdere, come dimostra la grande attenzione e le forti aspettative nei confronti dei programmi finora ipotizzati e la volontà di partecipazione alle future realizzazioni, finora manifestata da grandi, medie e piccole imprese di svariati settori manifatturieri”.

Il rilancio del nucleare però non si contrappone, secondo Zuccoli, alla grande attenzione che si dovrà dedicare alle fonti rinnovabili (eolico, solare, biomasse ecc.), che rappresentano a medio-lungo termine un fattore fondamentale di sviluppo del parco di produzione italiano.

“L’ulteriore crescita del contributo delle fonti rinnovabili - dice Zuccoli - rappresenta un altro degli ineludibili obiettivi da promuovere e conseguire. Con un necessario chiarimento: bisogna fare attenzione ai reali costi sottesi. Non possiamo infatti scaricare il costo ancora alto delle rinnovabili sulla bolletta dei consumatori. Se si vuole perseguire questo obiettivo al di là dei costi e delle efficienze, bisogna contemplarlo nella fiscalità generale. Ricordo che il settore elettrico già fornisce un rilevante contributo (il 23% della produzione 2009 è stato assicurato dalle fonti rinnovabili) e non mancherà di fare la propria parte anche in futuro”.

Per quanto concerne la politica della riduzione di emissioni inquinanti, il presidente di Assoelettrica afferma che “siamo ormai tutti ben coscienti che l’Italia presenta livelli di emissioni unitarie di anidride carbonica tra i più bassi in Europa e vanta uno dei sistemi industriali con la più bassa intensità energetica. Eppure continuiamo a essere gravati dall’onere di acquisire permessi d’emissione sul mercato europeo, proprio da quei Paesi che, avendo saputo amministrare meglio di noi il proprio peso politico a Bruxelles al fine di ottenere condizioni di favore, vantano oggi un congruo quanto immeritato credito.

Siamo consci che non sarà facile rimettere mano alle decisioni finora assunte a livello europeo a questo proposito, ma si deve porre la questione con la forza e la convinzione necessaria. In questo contesto appare molto positiva la recente sollecitazione del Senato al Governo di chiedere formalmente il riesame della strategia 20-20-20 assunta a livello europeo, al fine di individuare interventi e opzioni alternative. Come da molti affermato per quanti sforzi l’Europa possa compiere in direzione di una mitigazione dei cambiamenti climatici, a ben poco essi potranno servire senza il pieno ed efficace coinvolgimento degli Stati Uniti e dei grandi Paesi in via di sviluppo, dalla Cina all’India, dal Brasile al Sud-Est asiatico”.

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